Andrea Lombardinilo, Presidente della Quadriennale di Roma, giovedì 11 dicembre, è stato ospite dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone per un incontro, presso la Sala del Teatro, con docenti e studenti sul tema della 18° Quadriennale, uno dei principali appuntamenti espositivi nazionali, a cadenza appunto, quadriennale. Il professor Lombardinilo, associato di Sociologia per l’Università di Roma Tre, ha offerto una visione articolata delle origini dell’istituzione e del suo progressivo sviluppo, soffermandosi sul ruolo sempre più rilevante che la Quadriennale ha assunto nel coinvolgimento del pubblico e nel panorama culturale della capitale. Nata come istituzione dedicata alla valorizzazione dei giovani talenti, la Quadriennale è talvolta erroneamente percepita come una manifestazione legata al passato, pur presentando una selezione di opere contemporanee.
In realtà, mantenendo una dimensione internazionale, la Quadriennale conserva un forte legame con il territorio e con le nuove generazioni di artisti. È proprio in questo rapporto che, nel corso della discussione, è emersa una questione centrale: la capacità delle istituzioni storiche di rinnovarsi senza perdere la propria identità. La riflessione sul loro futuro non è dunque retorica, ma parte integrante del dibattito culturale attuale.
Su 54 artisti selezionati nelle diverse sezioni, 16 sono under 35. Questo dato segnala un’apertura verso il rinnovamento generazionale, pur mettendo in luce una persistente difficoltà di piena identificazione dei giovani artisti con le grandi strutture istituzionali. Una distanza che rappresenta uno dei nodi critici su cui appare necessario continuare a lavorare.
La XVIII Quadriennale d’Arte si colloca in una fase delicata della storia recente della Fondazione Quadriennale di Roma, segnata dalla scomparsa di Luca Beatrice nel gennaio 2025.
Il progetto espositivo nasce dalla sua visione curatoriale, già definita nelle linee fondamentali, e si è sviluppato in continuità grazie a una struttura organizzativa solida e a un team di lavoro consolidato. Proprio a Beatrice si deve l’omaggio alla Quadriennale del 1935, allestita al piano superiore del Palazzo delle Esposizioni.
Lombardinilo ha dedicato parte del suo intervento alla storia della Quadriennale: molto interessanti sono state le immagini proposte e i video dell’Istituto Luce dedicati alle prime mostre degli anni Trenta. Fin dalle sue origini, la Quadriennale si è configurata infatti come un sistema espositivo nazionale, concepito per mettere in relazione le realtà locali con una grande esposizione periodica dedicata all’arte italiana. Figure come Enrico di San Martino Valperga e Cipriano Efisio Oppo furono determinanti nella definizione del suo impianto culturale e organizzativo.
La prima Quadriennale d’Arte, inaugurata nel 1931, vide la partecipazione di circa 400 artisti e contribuì in modo decisivo alla legittimazione di figure come Arturo Martini, Mario Sironi e Carlo Carrà. Particolare rilievo assunse il progetto di allestimento, che dialogava in modo innovativo con l’architettura del Palazzo delle Esposizioni, confermando come questo fosse parte integrante del discorso artistico e culturale. Il patrimonio archivistico della Fondazione Quadriennale rappresenta oggi una risorsa essenziale per la ricostruzione della storia dell’arte italiana del Novecento. Documenti, registri e materiali conservati a Villa Carpegna consentono di comprendere in profondità i processi decisionali e le dinamiche istituzionali delle diverse edizioni.
Al termine dell’intervento, caratterizzato da domande da parte del pubblico, è stato chiaro come “La Quadriennale” non sia soltanto una mostra periodica, ma un organismo culturale capace di riflettere il proprio tempo e di conservarne la memoria. In questa prospettiva, lo studio del passato si configura come uno strumento indispensabile per interpretare il presente e immaginare il futuro delle grandi rassegne dell’arte contemporanea.